Eiaculazione precoce: cause e trattamenti di uno degli acerrimi nemici della sessualità maschile

In una società che immagina l’uomo ideale sempre pronto, prestante, il cui valore sessuale si misura dalla capacità di soddisfare il/la partner, non è un caso che l’eiaculazione precoce rappresenti una tra i nemici più temuti dal genere maschile: secondo il Manuale Statistico dei Disturbi Mentali (DSM 5) le preoccupazioni riguardo la velocità con cui si raggiunge l’orgasmo durante l’attività sessuale sono espresse da più del 20-30% degli uomini tra i 18 e i 70 anni. In questo articolo vedremo insieme alcune tra le cause di questo disturbo, i significati che può assumere e come si svolge il suo trattamento.

Cosa intendiamo con l’espressione “Eiaculazione precoce”?

Il DSM 5 chiarisce che è davvero possibile parlare di eiaculazione precoce quando il periodo che intercorre tra la penetrazione e quello dell’orgasmo è di circa un minuto, e comunque inferiore a quello desiderato dall’uomo; la condizione deve inoltre persistere per più di 6 mesi e interessare il 75% o più dei rapporti sessuali, e non si può porre diagnosi se i sintomi sono causati da un altro disturbo mentale, da una condizione medica, dall’effetto di farmaci e sostanze o da un grave disagio relazionale.

Il dato che potrebbe interessare a molti è quello relativo al Tempo di Latenza Eiaculatoria Intravaginale (Intravaginal Ejaculatory Latency Time, IELT) sotto cui si deve scendere per porre diagnosi del disturbo, ovvero un minuto: tutti coloro i quali raggiungono l’orgasmo in tempi anche di poco maggiori (un minuto e mezzo, due minuti ecc.) non possono essere indicati come persone con eiaculazione precoce.

Ma è forse questa una consolazione sufficiente? Per alcuni forse sì, per altri no; questi ultimi continueranno quindi a conservare le proprie preoccupazioni riguardo la durata dei propri rapporti sessuali, oltre al desiderio che questi si protraggano più a lungo. La media dello IELT nella popolazione generale è infatti di 5,4 minuti (1), ma molte persone potrebbero comunque rimanere insoddisfatte di simili tempistiche. Spesso, inoltre, le preoccupazioni si aggravano quando la valutazione di inadeguatezza sul proprio IELT è rispecchiata anche dal/dalla partner. Immaginiamo però una situazione nella quale entrambi i membri della coppia raggiungono frequentemente l’orgasmo in un minuto, nello stesso momento: quanto sarebbe probabile, in questo caso, sviluppare del disagio soggettivo in merito alla situazione? Forse alcuni potrebbero continuare a porre poca fiducia nelle proprie abilità sessuali, ma altri magari rimarrebbero soddisfatti di essere riusciti a provocare piacere al partner. Introduco questo esempio per evidenziare il fatto che l’eiaculazione precoce assume spesso il suo significato negativo all’interno della coppia, nella relazione con l’altro, che percepiamo magari essere poco soddisfatto da noi, semplicemente perché immaginiamo ciò, o proprio perché è stato lui a farcelo capire. Ecco allora che la stessa persona con uno IELT inferiore alla media può vivere la situazione come un problema oppure no anche in base ai rimandi del/della partner. 

Ma facciamo un passo indietro: da dove viene l’eiaculazione precoce?

Perché una persona inizia a presentare i sintomi dell’eiaculazione precoce?

L’eziologia dell’eiaculazione precoce è riconducibile a diversi fattori. Sono state individuate e studiate alcune cause di natura sia biologica che psicologica (2), tra cui:

  • Ansia: affrontare il rapporto sessuale con alti livelli di ansia causerebbe l’attivazione del sistema nervoso simpatico, una parte del nostro sistema nervoso che funziona in maniera involontaria e determina diverse risposte fisiologiche del nostro corpo, quelle relative all’agitazione, al fine di attaccare e fuggire. Tra gli altri effetti, l’attivazione di questo sistema avrebbe quello di rendere più rapida l’eiaculazione. Alti livelli di ansia tenderebbero inoltre, a livello psicologico, a far distrarre l’individuo dall’attività sessuale che sta compiendo e da tutte le sensazioni fisiche che questa comporta, anche quelle che anticipano l’eiaculazione, impedendo quindi di controllare il livello di stimolazione del pene al fine di posticipare l’orgasmo. L’ansia potrebbe inoltre portare l’individuo a previsioni negative rispetto la propria capacità di controllare e posticipare l’orgasmo, e queste a loro volta possono generare ansia e pregiudicare il controllo sul riflesso eiaculatorio (profezia che si autoavvera);
  • Ipersensibilità del pene: tra le cause dell’eiaculazione precoce potrebbe anche esservi un’alta sensibilità del pene, che abbasserebbe la soglia di stimolazione necessaria a provocare l’orgasmo, riducendo di conseguenza lo IELT;
  • Disfunzione dei recettori della serotonina: la serotonina è un neurotrasmettitore, ovvero una sostanza che viene secreta da alcune zone del cervello ed è diretta ad altre sue parti, allo scopo di regolare il funzionamento di molti meccanismi del sistema nervoso. Sembra che una minore concentrazione di questa sostanza nel corpo e delle disfunzioni nei suoi recettori (le zone del sistema nervoso che dovrebbero essere stimolate dagli apporti di serotonina) potrebbero condurre all’eiaculazione precoce.

Le cause elencate non per forza si escludono a vicenda, e i sintomi dell’eiaculazione precoce potrebbero presentarsi nell’individuo per più cause contemporaneamente. 

Ragionare sulla situazione in cui i sintomi del disturbo si presentano può aiutare a capire meglio quali cause potrebbero generarlo. Il DSM 5 differenzia alcune diverse manifestazioni di questi sintomi, sulla base del primo momento in cui si sono presentati, e delle situazioni in cui comunemente fanno la loro comparsa. Per quanto riguarda la loro prima apparizione, si differenziano due forme di eiaculazione precoce:

  • Permanente: se si è presentata sin dal primo rapporto sessuale dell’individuo e non è mai scomparsa;
  • Acquisita: se i sintomi hanno iniziato a presentarsi un certo periodo di tempo dall’inizio della vita sessuale dell’individuo (ad esempio, tre anni dopo il primo rapporto sessuale).

Per quanto concerne invece le situazioni in cui comunemente si manifesta, il DSM 5 distingue due forme di eiaculazione precoce:

  • Generalizzata: i sintomi si presentano ogni volta che si riceve stimolazione sessuale, in qualsiasi situazione e con qualunque partner;
  • Situazionale: i sintomi si presentano solo con alcuni tipi di stimolazione, situazione e partner.

Perché queste distinzioni sono importanti? Facciamo un esempio: immaginiamo Mario una persona che soffre di un’eiaculazione precoce permanente e generalizzata. Questi, sin dal primo rapporto sessuale, ha sempre raggiungo l’orgasmo in un tempo molto precoce, e ciò gli è successo con ogni partner, tipo di stimolazione e in ogni situazione sessuale in cui si è trovato. Poniamo inoltre che ciò gli succeda anche quando si masturba: in questo caso è molto facile ipotizzare che, a fianco di probabili correlati psicologici, ci possano essere anche importanti cause di tipo organico o biologico a sostegno della sua sintomatologia.

Ora riferiamoci invece ad un secondo esempio: Luigi soffre di un’eiaculazione precoce acquisita e situazionale. Più nello specifico, ha sempre avuto uno IELT che reputava soddisfacente, ma ha iniziato a presentare i sintomi dell’eiaculazione precoce dopo l’inizio della sua attività sessuale di coppia con Silvia, la sua nuova fidanzata. I sintomi scompaiono invece quando si masturba: l’unica forma di stimolazione in cui perde il controllo sul riflesso eiaculatorio sono quindi i rapporti sessuali con la fidanzata. In questo secondo caso potremmo immaginare che, nonostante ci possano sicuramente essere delle risposte di natura biologica ad influenzare il suo IELT, le cause psicologiche potrebbero rivestire un ruolo di maggiore rilievo rispetto alla situazione di Mario, che non ha mai superato il minuto di latenza tra l’inizio della stimolazione e l’orgasmo.

Ragionare sulle situazioni e i momenti in cui si presentano i sintomi è quindi fondamentale per tentare di individuarne le cause. 

Una lettura psicologica e relazionale del fenomeno

In tutti quei casi in cui si comprende che i sintomi dell’eiaculazione precoce si presentano solo ed esclusivamente nelle situazioni in cui è presente uno specifico partner, è possibile ipotizzare che qualcosa nel rapporto con lui influenzi a qualche livello il fenomeno. L’eiaculazione può assumere, nella relazione di coppia, tanti significati: è, ad esempio, il momento in cui si dona il proprio piacere all’altro, in cui si concretizza il desiderio che si prova verso di lui e l’eccitazione che questi ci causa; è però nella maggior parte dei casi anche l’evento che segna la fine del rapporto sessuale. Molti coltivano anche il mito dell’”orgasmo simultaneo”, ovvero tengono molto a raggiungere l’orgasmo insieme al partner: in questo caso, l’eiaculazione segna anche l’entrata in un momento di comunione profonda col partner, durante quale si sperimenta con lui il massimo del piacere.

Se questi sono alcuni dei possibili significati che l’eiaculazione assume, cosa cambia quando questa diventa precoce? Questo fenomeno può assumere molti significati nel contesto della relazione: può essere un modo per concludere il prima possibile un rapporto sessuale con un partner con cui non si vuole mantenere un contatto intimo per molto tempo, oppure può essere il risultato della difficoltà a condividere questa stessa intimità per lungo tempo con un’altra persona. Può, ancora, rappresentare un modo per sottrarsi all’estrema comunione di esperienze che si crea quando si raggiunge l’orgasmo simultaneamente. Un ulteriore significato possibile è quello di natura aggressiva: dal momento che l’orgasmo maschile segna spesso la fine del rapporto, raggiungerlo prima della partner può essere un modo per impedirle di esperirlo a sua volta.

Viste le possibili cause dell’eiaculazione precoce, di natura sia biologica che psicologica, è facile comprendere che il trattamento possa essere attuato su più fronti…

In che modo si cura l’eiaculazione precoce?

Il trattamento di questo disturbo può essere operato su più fronti, a seconda delle cause che gli specialisti a cui ci si rivolge individuano. Partiamo dall’intervento farmacologico. Come abbiamo visto, un’ipotesi molto accreditata è quella secondo cui una disfunzione nel sistema della serotonina potrebbe causare i sintomi dell’eiaculazione precoce. Esistono dei farmaci, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), che vengono comunemente somministrati per la cura dei sintomi depressivi. Ebbene, data la loro azione agonista nei confronti della serotonina (ne rallentano la ricaptazione, rendendola disponibile nelle sinapsi per più tempo), questi possono essere utilizzati anche nella cura dell’eiaculazione precoce. È bene specificare che, in diversi paesi, la dapoxetina è l’unico farmaco il cui utilizzo è approvato per il trattamento dell’eiaculazione precoce, mentre altri tipi di antidepressivo possono essere prescritti off label, ovvero al di fuori delle indicazioni date dagli enti predisposti (ma, ovviamente, in maniera pur sempre legale) (2).

Per quanto concerne invece gli interventi psicologici e comportamentali, due tecniche molto utilizzate sono lo stop-start e lo stop-squeeze: la prima consiste nel ricevere stimolazione dal/dalla partner fino all’avvio del riflesso eiaculatorio, per poi bloccare la stimolazione e impedire l’eiaculazione; la seconda è molto simile, ma prevede che il/la partner applichi una pressione alla base del glande, una volta raggiunto il “punto di non ritorno”, per impedire l’orgasmo. Entrambe le tecniche servono a prendere confidenza con le sensazioni che accompagnano l’orgasmo, e a far sì che l’individuo impari a riconoscerle, tollerarle e posticipare questo evento. È importante sottolineare che queste tecniche vanno sempre messe in pratica solo sotto direzione di uno specialista adeguatamente formato. Sempre per quanto riguarda i dispositivi medici, sul mercato sono disponibili anche dei preservativi più spessi del normale, o che contengono sostanze leggermente anestetizzanti, al fine di ridurre la sensibilità del glande e posticipare l’orgasmo.

L’intervento di natura psicologica può essere svolto sul singolo e sulla coppia. Nello specifico, è importante lavorare su credenze implicite nei confronti dell’eiaculazione, del ruolo dell’uomo nella coppia, come anche su eventuali conflitti legati alla sessualità. La coppia può invece lavorare sulla natura dei ruoli di entrambi i suoi membri, ma anche su eventuali incomprensioni, mancanze di dialoghi e conflitti che potrebbero essere stati evitati e, per questo, si sono poi sfogati attraverso un sintomo. Può ad esempio capitare che l’eiaculazione precoce dell’uomo giovi alla coppia, se la donna soffre invece di una vulvodinia che non ha desiderio di risolvere: in questo caso, il sintomo dell’uomo rappresenta un modo che ha la coppia per affrontare un problema considerato altrimenti insormontabile. Questi e tutti gli altri eventuali significati che l’eiaculazione precoce può assumere vanno ben compresi e approfonditi con l’aiuto di uno psicologo clinico o di uno psicoterapeuta.

Concludendo…

L’eiaculazione precoce è un disturbo che colpisce una grande quantità di uomini di tutte le età e, anche quando il tempo di latenza eiaculatoria intravaginale supera il minuto (limite sotto il quale è possibile diagnosticare il disturbo), non avere il controllo sulla propria eiaculazione e raggiungere l’orgasmo prima del momento desiderato può essere vissuto come un fatto molto drammatico dal singolo e dalla coppia. È tuttavia necessario sottolineare che la medicina e la psicologia si sono molto interessate al fenomeno, e oggi si conoscono diversi rimedi di natura farmacologica e psicologica per restituire una vita sessuale più serena all’individuo. Per questo, se si presentano sintomi dell’eiaculazione precoce è saggio rivolgersi ad uno specialista adeguatamente formato che possa aiutare a recuperare una migliore qualità di vita.

  1. Waldinger, M. D., Quinn, P., Dilleen, M., Mundayat, R., Schweitzer, D. H., & Boolell, M. (2005). Ejaculation disorders: A multinational population survey of intravaginal ejaculation latency time. The journal of sexual medicine2(4), 492-497.
  2. https://uroweb.org/guideline/male-sexual-dysfunction/2017/#3
  3. Fonte foto copertina: https://www.flickr.com/photos/59632563@N04/6480297645

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